GLI ADORATORI DELLA FORMA

A tutti coloro che si offrono come guide nella relazione d’aiuto (nelle sue varie accezioni):
Non basta la forma che scegli.
Non basta suonare i tamburi, cantare le canzoni, danzare al fuoco, usare le parole giuste, indossare gli abiti, maneggiare le piante, parlare di risveglio, meditare, eccetera.
Non bastano le conoscenze intellettuali, le tecniche, neanche la tradizione.
Non basta iniziare il viaggio dell’eroe e poi tornare indietro sul più bello proprio quando la vita ti testa.
Non serve dare la colpa dei fallimenti alle situazioni, alle proprie guide, ai genitori, ai partner, agli eventi ostili.
Non serve puntare il dito fuori.
Se non ti sei presa la responsabilità totale della tua vita e delle tue ombre, il tuo passaggio non è completo.
Possiamo accompagnare solamente nei luoghi che abbiamo attraversato.
Là, nei luoghi inesplorati e inferi delle persone che si affidano a te, tu puoi fare grandi casini se non conosci la strada, se non hai camminato a tua volta.
Per questo è così importante discernere e comprendere che la forma non serve e non basta.
Agli antenati, ai maestri non gliene frega una mazza se hai le piume in testa, se bruci incensi, non gli interessa come ti fai chiamare né quante meditazioni o ritiri fai.
Alle forze invisibili interessa che venga fatto il LAVORO, A QUALUNQUE COSTO.
Per essere disponibili davvero a servire non bisogna essere adoratori della forma ma atleti della sostanza.
Chi ha orecchie per intendere intenda.
IL MONDO HA BISOGNO DI PERSONE INCARNATE E INIZIATE CHE SIANO IN GRADO DI TRAGHETTARE LE DISCESE DELL’ANIMA PER DAVVERO.
QUESTO VA OLTRE TE, NON È SOLO UN LAVORO, È UNA RESPONSABILITÀ, UN SERVIZIO.
Non fare finta di niente e ritorna in ginocchio.

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