RINASCERE DALLE CENERI
Nella mia vita ho sofferto di depressione, sono stata dipendente da sostanze e da persone, sconnessa dal corpo e dalla vita. Mendicavo. Mi sono sentita incastrata, congelata e bloccata. Sono stata persa, senza direzione, senza scopo.
Poi, quando ho toccato il fondo, sono rinata dalle ceneri come una fenice e ora ti spiego come, perché esistono vere e proprie “tecnologie antiche” che “curano” la depressione senza ricorrere ai farmaci.
Partiamo da un fatto: in Europa l’uso di antidepressivi è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni. Questo non ci dice necessariamente che sono aumentati i depressi, ma che è sicuramente aumentata la prescrizione dei farmaci.
Quello che accade nel mondo moderno è una vera e propria disconnessione spirituale che ricade a cascata nella materia.
Questa disconnessione è causata da un continuo ed altissimo livello di allerta e il nostro sistema nervoso non è progettato per stare continuamente in un ambiente così veloce, richiedente e connesso.
Le famiglie e le reti sociali sono deboli e distanti: siamo connessi digitalmente, ma emotivamente mancano rapporti significativi che ci facciano sentire parte di qualcosa di più grande di noi. Manca la comunità, l’appartenenza.
Esiste inoltre una disconnessione gravissima della mente dal corpo e del corpo dal pianeta.
È inutile dire che l’utilizzo di farmaci antidepressivi non fa che peggiorare le cose alla radice: può migliorare i sintomi, ma non perché qualcosa venga curato, bensì perché viene inibito.
Nelle culture tradizionali e nel passato è sempre accaduto che qualcuno attraversasse sofferenza o depressione, ma i pilastri della cura erano — e sono — altri. Ed è così che condivido i principi che mi hanno portato alla guarigione.
1 La sofferenza è un segnale di squilibrio e va individuato l’elemento in disequilibrio all’interno del sistema.
2 Il singolo è parte di un sistema, di una comunità e non può essere curato guardando soltanto i suoi sintomi. La prima cura è la comunità, la famiglia, la natura. Nessuno viene isolato: la comunità regge il peso dell’individuo in difficoltà.
3 Sofferenza e male di vivere sono considerati richiami dell’anima. Qualcosa non viene ascoltato e urla. Le persone vengono accompagnate attraverso rituali di passaggio, cerimonie, veglie, rappresentazioni sistemiche. Chi cade nell’oscurità profonda è qualcuno che sta “imparando a vedere” e molti guaritori raccontano di aver attraversato stati che oggi chiameremmo depressivi.
4 “Quando hai smesso di danzare? Di cantare? Di fare l’amore per davvero?” La depressione si cura con il corpo in contatto con la vitalità. Mente e corpo devono unirsi e il sistema nervoso dell’individuo deve sintonizzarsi con quello del pianeta.
5 Nessuna c’e’ nessuna fretta per guarire, per tornare produttivi. Tutto si allinea con i tempi della natura.
(Questo non e’ un parere medico e in alcuni casi i farmaci possono essere l’unica risorsa disponibile per tamponare sintomi e disagi ormai molto avanzati.)
